We predict our future?

Stefania De Vito, Sergio Della Sala

Research output: Contribution to journalArticlepeer-review

Abstract

«Se uno ti accompagna all’aeroporto è chiaro che è all’inizio di una relazione. Ecco perché io non accompagno nessuno all’aeroporto all’inizio di una relazione. Perché alla fine le cose cambiano e tu non l’accompagni più all’aereoporto, e io non voglio sentirmi dire: “Come mai non mi accompagni più all’aeroporto?”». Quante volte ci è capitato di conformare il nostro comportamento a previsioni personali più o meno attendibili? Billy Cristal, che interpreta Harry nel film Harry ti presento Sally (1989), non ha la sfera di cristallo. Eppure sa prevedere un eventuale cambiamento in una relazione sentimentale e alcune delle conseguenze che potrebbero derivarne. Simula una scena futura potenzialmente sgradevole e decide di adottare nel presente i dovuti accorgimenti per evitare che accada realmente.
Tutti noi sappiamo di poter predire le conseguenze di eventi mai esperiti in precedenza, tramite le rappresentazioni mentali. Lo facciamo in continuazione. A tal proposito, Moshe Bar (2007) suggerisce, addirittura, che il cervello sia spontaneamente e costantemente impegnato ad elaborare predizioni quanto più possibile affini a reali situazioni future. Non aspettiamo passivamente di essere stimolati da percezioni esterne.
Translated title of the contributionWe predict our future?
Original languageItalian
Pages (from-to)26-30
Number of pages5
JournalPsicologia contemporanea
Volume220
Publication statusPublished - 2010

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